Contromisura BriteCloud: testate le nuove capacità

04 marzo 2022

Prove con i Tornado dell’Aeronautica Militare italiana e con gli F-16 della Forza Aerea danese hanno dimostrato l’efficacia della contromisura anche contro minacce future. I risultati saranno presentati ai partner della NATO in un forum dedicato.

Nel corso di una campagna di test svoltasi nel Regno Unito, Leonardo e la Royal Air Force hanno dimostrato con successo nuove tecniche di disturbo delle minacce ad alto contenuto tecnologico utilizzando la contromisura BriteCloud. Le prove sono state effettuate dall’Aeronautica Militare italiana e dalla Royal Danish Air Force in collaborazione con il Rapid Capabilities Office (RCO) della RAF, l’Air and Space Warfare Centre (ASWC) e il Defence Science and Technology Laboratory (Dstl).

Durante la fase di test, entrambe le varianti della contromisura (55 e 218) sono state programmate con nuove forme d’onda, ampliando il range delle tecniche impiegate dal BriteCloud contro le minacce radar. Lo sviluppo delle forme d’onda è parte di un progetto attualmente in corso finalizzato a testare e garantire la capacità del sistema a radiofrequenza nel contrasto delle più avanzate minacce a guida radar che si presenteranno nei futuri teatri operativi. 

L’Aeronautica Militare ha effettuato il lancio di BriteCloud 55 da un Tornado, mentre la Royal Danish Air Force ha utilizzato il BriteCloud 218 su un F-16. Le nuove tecniche si sono dimostrate altamente efficaci e i risultati saranno presentati alle altre nazioni NATO durante un forum dedicato agli operatori del settore.  

Il BriteCloud è una contromisura per aerei da difesa, trasporto e missioni speciali, concepito per fornire una protezione di ultima generazione contro missili a guida radar, terra-aria e aria-aria. Lanciato come un flare, il dispositivo impiega un potente jammer miniaturizzato che emette un segnale elettronico “fantasma” in grado di attirare lontano i missili in arrivo e aumentare così la sicurezza di equipaggio e velivolo.

Il sistema è unico in quanto si basa sulla tecnologia di disturbo miniaturizzata DRFM (Digital Radio Frequency Memory) che permette al BriteCloud di adattare il suo segnale elettronico “fantasma” a una specifica minaccia, consentendogli di ingannare il radar nel modo più efficace.

La variante originaria, BriteCloud 55, sviluppata per dispenser chaff e flare standard da 55mm, ha completato con successo una serie di prove prima di entrare in servizio con la Royal Air Force nel 2018 ed è in grado di neutralizzare tutte le attuali minacce, mentre il BriteCloud 218, progettato per dispenser 2x1x8, sta procedendo verso la fase finale del programma del Dipartimento della Difesa USA, Foreign Comparative Testing (FCT), la cui conclusione aprirà la strada a un potenziale impegno sul sistema da parte degli Stati Uniti.